Si scioglie l'Associazione Sos Racket e Usura dopo13 anni ininterrotti di denunce e sacrifici fatti da tutti i volontari

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Trento-Treviso-Pavia-Milano-Lugano: il pentagono maledetto - I parte
 Autore: Frediano Manzi
 16/10/2009

Trento-Treviso-Pavia-Milano-Lugano: il pentagono maledetto - I parteVi raccontiamo le storie, attraverso i documenti in nostro possesso, di un'organizzazione criminale, che da oltre dieci anni, ha derubato, truffato, plagiato, riciclato decine di milioni di euro, ad ignare vittime che ha trovato sul suo percorso, vantandosi di coperture istituzionali, che gli avrebbe permesso la totale impunità, sino a che l'Associazione SOS Racket e Usura si è messa di traverso sul loro disegno criminale.

Prima puntata


C'era una volta un commercialista di nome Roberto Palumbo...

"Nell'anno 1988 suo padre, Romeo Palumbo, è in cattive acque, hanno una società la MAR SPORT Snc, piena di debiti con la Banca Popolare di Asolo e Montebelluna, che gli aveva ipotecato la casa.
Sua moglie, Maria Luisa Bof, aveva una casa a Ciano del Montello, in via Fantin.
Questa casa era stata trasformata in magazzino ed assicurata con l'Helvetia Assicurazioni, di Baldon di Treviso. Questa casa fu stivata di materiale calzaturiero, pellami, macchinari, collanti e diluenti. Poi su decisione di Romeo ed Roberto Palumbo si sono allontanati per alcuni giorni ad Abazia, e su richiesta di Roberto Palumbo. il sig. Cavezzan Franco, dipendente della MAR SPORT, e molto amico della moglie di Roberto, durante la notte ha dato fuoco al magazzino. Hanno intascato tra il 1988 e il 1989 Lire 280/300.000.000 dall'Assicurazione Helvetia.
La fortuna finanziaria del commercialista Roberto Palumbo incomincia da questo episodio".


In una lunga lettera del 2002, che scrive a tre avvocati, avv. Umberto Vincenti, avv. Nicola Demetrio Luisi, avv. Donatello Ferraro, la moglie di Roberto Palumbo, tale Nadia Tesser, sostiene che il marito Roberto, ha commesso gravi fatti, tra cui quello che abbiamo sopra descritto, perpetrati negli anni e descritti in maniera minuziosa.

Questo pesante atto d'accusa ben circostanziato non è frutto dell'immaginazione o della delazione dell'Associazione SOS Racket e Usura, bensì di accuse gravi mosse al rag. Roberto Palumbo dalla moglie Nadia Tesser, nelle lettere qui allegate (vedi all. 2 e 7).

Queste gravi notizie di reato. vengono confermate da un'amica di Nadia Tesser che sottoscrive una dichiarazione in data 12 giugno 2006, qui di seguito allegata (vedi all.3).

A questo punto noi ci chiediamo chi è questo Roberto Palumbo e da dove arrivi questa sua smodata ed immensa ricchezza?

Roberto Palumbo è un dottore commercialista a cui è vietato dal suo Ordine di svolgere qualunque tipo di commercio.
Da quando è iscritto all'Ordine dei Commercialisti di Treviso, 31 marzo 1993, deve compilare un'autocertificazione in cui dichiara sotto sua responsabilità di non svolgere attività commerciali che producano profitto, che quindi ricadrebbero nel conflitto d'interesse.
Dalla documentazione in nostro possesso si evidenzia in maniera chiara ed inequivocabile che Roberto Palumbo commercialista ha interessi in decine di società. vedi allegato (vedi all. 4 e 5).

Roberto Palumbo, commercialista, ha rilasciato quindi dichiarazioni mendaci al suo Ordine.
Dichiarazioni che hanno aperto in data martedì 13 ottobre 2009 un provvedimento disciplinare da parte dell'Ordine dei Commercialisti di Treviso nei suoi confronti, grazie alla nostra pubblica denuncia.

In una lettera datata 29 agosto 2002, Nadia Tesser chiede al suo avvocato Umberto Vincenti di Padova, la "restituzione di ogni mio scritto e documento consegnato a lei ed all'avvocato Luisi, tenendo conto che questa mia scelta mi è stata consigliata dall'avv. Luisi, visto che la documentazione societaria e bancaria, italiana ed estera, in vostro possesso, deve essere discussa nell'appropriata sede giudiziaria, visto che mio marito Roberto Palumbo si vanta che nessun Giudice ed avvocato sarebbe mai riuscito ad incastrarlo".
Infine sono indicate le cassette di sicurezza ed i conti correnti dove sono tenuti i soldi, nella lettera qui sotto allegata (vedi all. 1).

In ultimo lo stesso avvocato Nicola Demetrio Luisi, ricostruendo la vicenda in un documento da lui firmato, attribuisce, tra gli altri, a il Roberto e Romeo Palumbo come i protagonisti del complotto che vedeva vittima Paolo Bruno sulla estromissione dell'eredità di suo padre, arch. Mario Bruno, con movimentazione di denaro verso Roberto Palumbo, movimentazione di denaro immotivata, documento qui sotto allegato (vedi all.6).

E' inquietante e sconcertante il fatto che ci siano tre Avvocati che ricevono queste lettere firmate e non anonime, nel cui contenuto vi siano chiare ed inequivocabili notizie di reato (bomba all'assessore di Montebelluna, Sergio Venzo, bomba fatta esplodere sotto l'auto dell'assessore, depositata da Franco Cavezzan), truffe alle assicurazioni, conti correnti e banche dove sono indicati i depositi di denaro frutto di attività illecite, incendi a ditte e fabbriche con lo scopo di rientrarne in possesso, riciclaggio di denaro fatto attraverso i nomi di società italiane ed estere, collegamenti con personaggi tipo Umberto Solimene, recentemente condannato ad otto anni di reclusione, dal Pubblico Ministero Panicchi di Genova, per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti.
Allora ci chiediamo come è possibile che simili gravi notizie di reato, confermate da tre diversi soggetti, non siano mai state inviate all'Autorità giudiziaria dai tre avvocati che le hanno ricevute, e quindi mai trasmesse, impedendo così l'accertamento della verità?

Allora dobbiamo ritenere vere le frasi più volte proferite nelle lettere che dichiaravano " che il Roberto Palumbo non sarebbe mai stato incastrato da nessun Giudice ed Avvocato di Treviso e del sud d'Italia"?

L'Associazione SOS Racket e Usura attraverso questa pubblica denuncia, chiede all'Autorità Giudiziaria di verificare attraverso un'adeguata attività d'indagine quanto le lettere sopra allegate, descrivono.
L'Associazione ha depositato il 28 settembre 2009 un esposto alla Procura della Repubblica di Milano nel quale sono descritti i fatti di cui sopra.
Martedì 13 ottobre 2009 l'Associazione ha tenuto a Treviso una conferenza stampa nella quale venivano denunciati questi gravi fatti.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, venuto a conoscenza della nostra iniziativa, un alto dirigente di una notissima azienda di calzature (il cui nome sarà riferito direttamente all'Autorità giudiziaria), faceva pressioni fortissime sui capiredattori dei giornali che avrebbero dato la notizia della nostra conferenza stampa, chiedendone, di non pubblicare la notizia.

Questo è un fatto gravissimo che tende ancora una volta a tentare di limitare la libertà di stampa e d'informazione, (che sarà oggetto di una specifica denuncia all'Autorità giudiziaria) sull'inchiesta portata avanti con determinazione e coraggio dalla nostra Associazione, per assicurare la verità su questa buia e losca vicenda.

Con una tempistica eccezionale gli avvocati di Roberto Palumbo, avv.ti Gulotta e Riponti, l'indomani mattina prendevano contatto con la titolare dell'inchiesta di Milano, sostituto procuratore dott.ssa Maria Letizia Mannella, e divulgavano attraverso la stampa e gli organi d'informazione, che l'esposto da noi depositato era stato archiviato per infondatezza di notizie di reato.

Allora ci chiediamo, se le notizie erano infondate e false, di cosa avevano paura?

Perché fare pressioni sugli organi d'informazione, cosa temono?

Quello che essi temono è l'accertamento della verità, verità fatta di documenti, conti cifrati italiani e svizzeri, dalle testimonianze che devono essere rese, non solo dalla nostra Associazione, ma anche dagli autori dei documenti che vi abbiamo mostrato.
Documenti che da oggi rendiamo pubblici.

Fine della prima puntata.

La seconda puntata sarà dedicata interamente a svelare, attraverso documentazione in nostro possesso, 2000 pagine, l'operato illecito dell'avvocato, professor Nicola Demetrio Luisi...
Frediano Manzi
Presidente dell'Associazione SOS Racket e Usura
Milano 16 ottobre 2009

Allegato 1 (PDF)
Allegato 2 (PDF)
Allegato 3 (PDF)
Allegato 4 (PDF)
Allegato 5 (PDF)
Allegato 6 (PDF)
Allegato 7 (PDF)
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