Liberiamo il quartiere dalla GOMORRA

Da oogi inizia la collaborazione di Frediano Manzi con Il Fatto Quotidiano.it che ospita con un suo blog personale dedicato ai temi della lotta al racket, all'usura ed alla criminalità in genere.

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Liberiamo il quartiere dalla GOMORRA
 Autore: Frediano Manzi
 08/11/2009

Liberiamo il quartiere dalla GOMORRA118 famiglie sono ostaggio a Chiaiano in via Cupa Spinelli da parte di affiliati al clan camorrista del boss Gaetano Stabile che con intimidazioni, pesantissime minacce, soprusi, angherie di ogni genere, gestiscono impunemente i loro traffici di droga. Sono gli stessi stabili dove nel 1992 i fratelli Gaetano e Vincenzo Stabile avevano la camera delle torture.
Vi raccontiamo la storia di quello che oggi succede.

Chiaiano periferia nord di Napoli, distretto della ottava municipalità, quartiere attaccato al più famigerato quartiere Scampia sapientemente descritto dallo scrittore Roberto Saviano nel suo best seller GOMORRA, in tutta la sua cruda realtà, nella via Cupa Spinelli nei complessi denominati F6 ed F7, esponenti del clan camorrista che fa capo a Gaetano Stabile hanno in ostaggio 118 famiglie perbene.

Alcune di queste famiglie si sono rivolte alla nostra Associazione affinché le aiutassimo a rendere pubblica questa denuncia perché vivono nel terrore, stanno subendo pesantissime ritorsioni da numerosi pluripregiudicati che vivono abusivamente in quegli stabili e che gestiscono in totale impunità lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Leggiamo nelle lettere: "Siamo in pericolo di vita, perché questi pregiudicati camorristi stanno usando contro di noi violenza fisica e verbale, ci hanno incendiato le auto, ci hanno recapitato a casa proiettili, hanno occupato i terrazzi e li hanno recintati e chiusi con infissi blindati e quindi nessun inquilino li può utilizzare neanche per cambiare un antenna della TV, se protestiamo ci bruciano le macchine, questa non è vita vi prego aiutateci".

Questo è uno dei drammatici passaggi delle numerose lettere che ci sono arrivate da via Cupa Spinelli, periferia nord di Napoli da parte di cittadini onesti. La situazione a Chiaiano è precipitata da quando del giugno del 2008 il comune di Napoli ha deciso di abbattere dopo 20 anni questi complessi fatti in prefabbricati pesanti e quindi ha avvisato tutte le famiglie che verranno trasferite tra 18 mesi nel nuovo complesso, che stanno costruendo 50 metri di fronte. È ovvio che chi avrà diritto di entrare nelle nuove case saranno le famiglie regolarmente assegnatarie e non le abusive, per cui questo stà creando un infiltrazione sempre più vasta all' interno dello stabile di pluripregiudicati che contano così di tentare anche loro di essere messi in regola.

Ad esempio hanno obbligato con le minacce una ragazza ( il cui nome lo riferiremo direttamente alla autorità giudiziaria) ad inserire nel proprio stato di famiglia e di residenza due persone pluripregiudicate che nulla hanno a che vedere con questa povera sventurata ragazza, ma che viene usata per essere loro legittimati ad avere un appartamento regolare da parte del comune di Napoli.

Adesso vi facciamo i nomi di chi terrorizza, minaccia, intimidisce la gente onesta di via Cupa Spinelli:

Di Benedetto Antonio pluripregiudicato abitante in via Cupa Spinelli fabbricato 7 scala C secondo piano, il quale nonostante alcuni mesi fa si è tolto la residenza portandola presso alcuni parenti occupa illegalmente l' appartamento per i suoi loschi traffici di droga.

Pica Ferdinando suocero di Di Benedetto Antonio, nonchè zio del boss Pica, ammazzato due anni fa nel quartiere Terzo Mondo di Secondigliano ed affiliato al clan camorrista Di Lauro, pluripregiudicato per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, l' interdizione permanente dei pubblici uffici, risulta essere l' unico assegnatario regolare di questa banda di pluripregiudicati. Costui abita al fabbricato 7 scala B settimo piano.

Lo Guzzo Paolo ovviamente anche lui pluripregiudicato, affiliato al clan del boss Gaetano Stabile detto il "capellone", condannato all' ergastolo che vive nella casa di quest' ultimo,al fabbricato 6 scala A sesto piano, insieme a sua madre Luisa Palladino amante di Gaetano Stabile, e attualmente detenuta per reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Lo Guzzo Paolo viene indicato come il reggente in via Cupa Spinelli del clan Stabile.

Sirio Antonietta e Ciro Ferraraquest' ultimo attualmente detenuto a Taranto per il reato di estorsione, che hanno un appartamento abusivo al fabbricato 6 scala C terzo piano. Sirio Antonietta è la figlia di Gennaro Sirio, detto Genni, braccio destro del boss Gaetano Stabile ammazzato dalla camorra oltre 10 anni fa sotto casa sua in via Cupa Spinelli. Facciamo notare che Ciro Ferrara e sua moglie Sirio Antonietta rientrano di diritto nella legge regionale del 14/ 02/ 2000 che all' articolo 2 n° 13/ ter, impedisce ad affiliati dei clan camorristi di avere ed occupare una casa comunale. Quindi ci devono spiegare a che titolo essi occupano da anni questo appartamento e come mai nessuna istituzione fino ad ora non abbia provveduto a farli sloggiare. Lo stesso vale per Di Benedetto Antonio.

Mugnano Simona ed il suo convivente Pagano Rosario abitanti al fabbricato 7 scala D settimo piano, quest' ultimo fratello del boss Vincenzo Pagano, scissionista e tuttora latitante che ha una residenza in via Monte Rosa a Scampia, i quali denunciati alcuni anni fa per furto di corrente elettrica, intimidiscono e minacciano le famiglie oneste del quartiere, le quali stanno pagando migliaia di euro per il loro furto di corrente. Ovviamente parliamo di residenti abusivi.

Rosa Crò e Umberto Sirio questultimo pluripregiudicato, abitanti al fabbricato 6 scala B quarto piano, anch'essi continuano a intimidire e minacciare di morte le persone perbene. La madre di Rosa Crò tale Caprio Patrizia, attualmente vive a Genova e ha più volte dato in uso la sua casa al fabbricato 7 scala A secondo piano interno 10 a Giovanni Sirio, tuttora latitante, camorrista, che più volte è stato visto durante la sua latitanza nell' appartamento di Caprio Patrizia.

L' Associazione SOS Racket e Usura ha voluto rendere pubblici i nomi di questi delinquenti che da anni stanno minacciando gli abitanti di via Cupa Spinelli, per dare un segnale di speranza alle persone che sino ad ora ci hanno scritto denunciando questi gravi fatti. Chiediamo che il comune di Napoli intervenga immediatamente, dopo questa nostra pubblica denuncia sgomberando queste famiglie di camorristi dagli appartamenti in cui essi vivono e dove non hanno nessun diritto di stare. Inoltre l' associazione sos racket e usura chiede alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli di aprire un inchiesta al fine di verificare queste gravissime notizie di reato di cui sopra descritte, messe in essere da questi soggetti pluripregiudicati, conosciuti dalle forze dell' ordine, come è conosciuta dal comune di Napoli la loro permanenza da anni illegittimamente in via Cupa Spinelli. Solo così si potrà dare speranza a tutte quelle persone perbene che credono nella giustizia che ci hanno scritto. L' Associazione SOS Racket e Usura ha deciso di promuovere un presidio da parte di tutte le associazioni anti racket nazionali se questa diffusa illegalità non cesserà, presidio che ci sentiamo di fissare a trenta giorni a partire da oggi, nella via Cupa Spinelli per dare un segnale forte e chiaro alla città di Napoli della presenza della società civile, in difesa di tutta la gente onesta che abita in questa via.

La nostra associazione nei mesi scorsi denunciò una grave situazione di illegalità a Milano nel quartiere di Niguarda, in via Padre Luigi Monti dove attraverso un video clamoroso, filmò il momento in cui un esponente del racket delle occupazione cercava di vendere un appartamento ad un infiltrato della nostra associazione. Fu aperta un inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Milano, che ha iscritto nel registro degli indagati decine di persone e come nella storia che abbiamo sopra descritto, dimostrammo che la malavita organizzata si era infiltrata nel quartiere gestendo sia il racket dell' occupazione abusiva che lo spaccio di sostanze stupefacenti. La cosa clamorosa fu quando dimostrammo che tutte le istituzioni milanesi erano a conoscenza da decenni di quello che succedeva nel quartiere e non aveva mai mosso un dito. Fu solo in seguito alla nostra denuncia pubblica che le cose adesso cambieranno, come ci auguriamo che ora cambino in via Cupa Spinelli a Napoli.
Frediano Manzi
Presidente Associazione sos racket e usura Milano
8 Novembre 2009
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Riferimenti: 

Chiaiano Napoli spaccio sostanze stupefacenti Camorra racket

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